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Il prestigioso Charcot Award al professor Giancarlo Comi

Lo Charcot Award 2015 è stato conferito al professor Giancarlo Comi, primo italiano ad esserne insignito, come uno dei maggiori esperti internazionali di Sclerosi Multipla, Professore Ordinario di Neurologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e Direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Il professor Comi ha partecipato allo sviluppo della maggior parte dei trattamenti sulla SM attualmente in uso, basti pensare al contributo nel sottolineare le potenzialità neuroprotettive delle terapie cellulari e della neuromodulazione per potenziare i processi di recupero, oppure al trapianto autologo, promuovendone le linee guida.
Il professor Alan Thompson, presidente del Comitato Medico e Scientifico internazionale (IMSB) della Federazione Internazionale SM, ha dichiarato: “Giancarlo Comi è un vero e proprio pioniere nel trattamento della SM. È stato profondamente coinvolto nello sviluppo di trial clinici e da molti decenni contribuisce in modo fondamentale nel campo terapeutico“, mentre il professor Xavier Montalban, membro del consiglio esecutivo dell’IMSB, ha affermato: “Il professor Comi è un medico scrupoloso ed esperto e ha una visione chiara del futuro. Ha costruito un grande team per la SM all’IRCCS Ospedale San Raffaele e ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo del concetto di trattamento precoce, che ora è riconosciuto e applicato in tutto il mondo”.
Nato a Parigi nel 1825, Jean Martin Charcot è considerato il fondatore della neurologia moderna. Nel 1868, quando era professore di Neurologia all’Università di Parigi, descrisse per primo la sclerosi multipla e la sua definizione clinico-patologica è tutt’ora in uso. Lo Charcot Award intende premiare ogni due anni una carriera dedicata alle ricerche sulla natura della malattia e il suo trattamento.

Giancarlo Comi

Farmaco anti-cancro utile contro la sclerosi multipla

cladribinaLa Cladribina è un farmaco registrato per combattere le leucemie che funziona anche contro la sclerosi multipla riducendo la progressione e la ricaduta della malattia, sarebbe inoltre il primo farmaco anti-sclerosi somministrabile sotto forma di pastiglie, mentre tutti gli altri sono endovena. La ricerca, presentata a Seattle in occasione dell’American Academy of Neurology, ha coinvolto 1.300 pazienti con sclerosi multipla, una malattia neurologica invalidante che distrugge la mielina (una sostanza che avvolge e protegge le fibre nervose) e provoca una progressiva alterazione della vista, del controllo muscolare, della memoria. Lo studio prevedeva che un gruppo di pazienti seguisse o due o quattro cicli di terapia durante l’anno (ogni ciclo prevedeva la somministrazione di una compressa di cladribina al giorno per quattro o cinque giorni, in totale dunque circa venti giorni di terapia all’anno), mentre un altro gruppo veniva trattato con placebo. Dopo due anni, il gruppo in cura con il farmaco presentava una riduzione delle ricadute del 55 per cento e un peggioramento dei sintomi ridotto del 30 per cento. Secondo gli esperti l’effetto del farmaco è legato alla sua azione immunosoppressiva: la malattia, infatti, è provocata da una reazione del sistema immune dell’organismo che produce anticopri anti-mielina. «I nostri risultati – ha commentato il responsabile della ricerca, Gavin Giovannoni del Queen Mary, University of London – potrebbero davvero rivoluzionare la cura della sclerosi multipla, una malattia molto debilitante per la quale, al momento, le opzioni terapeutiche sono limitate. Poter disporre di un trattamento orale efficace può migliorare molto la qualità di vita di questi pazienti».