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Al via agli Ospedali Riuniti la «cognitive responsivity» per gli stati vegetativi

Un nuovo studio coordinato dagli Ospedali Riuniti di Bergamo in collaborazione con l’Istituto Clinico Habilita di Zingonia e finanziato dalla Regione Lombardia tenterà di stabilire se è possibile individuare tra i pazienti in stato vegetativo permanente coloro che hanno possibilità di recupero, grazie ad una adeguata riabilitazione. Il progetto è stato chiamato Co.Re (acronimo di Cognitive Responsivity) prevede una prima fase nella quale i degenti dell’ Istituto Clinico Habilita verranno sottoposti, grazie a quattro apparecchiature innovative, a un’intensa stimolazione visiva, sensoriale ed emozionale e contemporaneamente verranno registrate le risposte a questa stimolazione.In caso di risposte positive si proseguirà con una seconda fase, dove questi stimoli diverranno parte integrante della riabilitazione e verranno costantemente monitorati eventuali miglioramenti. Coordinatore del progetto il Dr.Emilio Ubiali, primario della Neurofisiopatologia dei Riuniti: «Le apparecchiature registreranno con metodiche neurofisiologiche (potenziali evocati e monitoraggio encefalografico) eventuali risposte della corteccia cerebrale al bombardamento di stimoli visivi, sensoriali ed emotivi cui verrà sottoposto il paziente. Questi risultati, confrontati con quelli della risonanza magnetica funzionale e con i dati delle visite neurologiche, consentiranno di individuare se nel gruppo dei pazienti osservati, qualcuno risponda e possa, con un adeguato trattamento riabilitativo, evolvere almeno a uno stato di minima coscienza».

Nuovo eeg digitale ai Riuniti di Bergamo

La Patologia Neonatale degli Ospedali Riuniti di Bergamo può contare su un nuovo eeg-digitale per il monitoraggio continuativo dell’attività cerebrale dei neonati ricoverati in Terapia Intensiva. Mentre è assicurato a tutti i neonati in terapia intensiva un monitoraggio continuo dell’attività cardiaca e respiratoria, della pressione e della temperatura, più difficile è il controllo sull’attività cerebrale. Questo monitoraggio è invece importantissimo per molti bambini che, specialmente se nati pretermine con un peso inferiore al chilogrammo e mezzo, possono avere danni cerebrali.
Prima dell’introduzione di questo strumento, il monitoraggio veniva eseguito dai neurofisiopatologi degli Ospedali Riuniti, che, su richiesta dell’équipe della Patologia Neonatale, dovevano recarsi in terapia intensiva ed eseguire l’esame, che poteva richiedere anche molto tempo, senza per altro permettere un monitoraggio permanente dell’attività cerebrale del piccolo. Il nuovo macchinario, già in funzione nella terapia intensiva neonatale dei Riuniti, invece permette un controllo costante, con tutti i vantaggi che un sistema avanzato di elettroencefalografia digitale porta con sé. Il nuovo apparecchio permette sia di registrare l’attività elettrica del cervello sia di videoregistrare, tramite una telecamera a colori, il neonato nella culla, in modo da avere un quadro completo dell’andamento delle crisi convulsive nel tempo. Ciò permette di impostare al meglio la terapia in base alle reali e attuali condizioni cliniche del neonato, sempre sotto controllo.