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L’ASP di Trapani assume un Tecnico di Neurofisiopatologia

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani assume un Tecnico di Neurofisiopatologia, più altre figure professionali, tramite l’istituto del Comando e/o Assegnazione temporanea, ai sensi dell’art. 42 bis del D.Lgs n.151/2001. La delibera è stata predisposta dal responsabile del dipartimento Amministrativo e personale dell’ASP Rosanna Oliva, ed è stata emanata dal Direttore generale Fabrizio De Nicola.
Questo bando – commenta De Nicola – ci permette di far fronte a situazioni di emergenza determinate dalla grave carenza di personale e ha lo scopo di garantire la continuità assistenziale e il mantenimento dei L.E.A. i livelli essenziali di assistenza previsti dal ministero della Salute. Questo in attesa dello sblocco delle procedure di stabilizzazione, di mobilità e concorsuali”.

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Calabria: partono le assunzioni per Tecnico di Neurofisiopatologia

La regione Calabria grazie a due decreti emessi dalla struttura commissariale per il Piano di rientro, darà il via libera alle assunzioni nella sanità. Il commissario ad acta Massimo Scura e il sub commissario Andrea Urbani aprono, per le A.S.P., la possibilità di completare gli organici, realizzando quanto previsto dal Decreto 30 sulla organizzazione della rete ospedaliera e rispettando la legge 161/2014 attuativa delle direttive Ue sugli orari di lavoro. Vediamo i numeri che riguardano il Tecnico di Neurofisiopatologia:

Asp di Crotone: un tecnico di neurofisiopatologia.
A.O. “Mater Domini” di Catanzaro: un tecnico di neurofisiopatologia
A.O. di Cosenza: un tecnico di neurofisiopatologia

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Il Tecnico di Neurofisiopatologia e l’ordine di servizio

Nella pubblica amministrazione un ordine di servizio viene utilizzato per chiedere una prestazione lavorativa in maniera “forzata”, rappresenta quindi una vera e propria ingiunzione verso un dipendente al violare le norme contrattuali.
I casi in cui ad un Tnfp può essere necessario intimare l’inizio o il prosieguo di un’attività possono essere molteplici (pensiamo ai turnisti), lo strumento utilizzato per chiedere questa prestazione extra è appunto l’ordine di servizio.
Da un punto di vista giuridico-contrattuale, in sanità il riferimento agli ordini di servizio è contenuto nell’articolo 28 lettera h, del CCNL della Sanità del 1 settembre 1995, modificato dall’articolo 11 del 19 Aprile 2004.
L’ordine di servizio deve pervenire per tempo, vale a dire con sufficiente anticipo. Questo comporta che il dipendente non è tenuto ad essere reperibile presso la propria abitazione (altrimenti dovrebbe essere corrisposta al dipendente un’indennità di pronta disponibilità), inoltre deve essere motivato (per garantirne la liceità) e firmato (in questo modo l’ente che emette l’ordine ne assume piena responsabilità).
Un altro aspetto da non sottovalutare è la presenza di data e oggetto, o la prestazione lavorativa per cui l’ordine risulta impartito con la modalità di svolgimento, dovrà poi contenere la durata della prestazione e identificare in maniera univoca il tecnico destinatario.
Un uso eccessivo dell’ordine di servizio può configurare una situazione di mobbing (in riferimento ad ordini impartiti ad un solo tecnico…) pertanto perseguibile; inoltre può essere disatteso se implica un illecito amministrativo o un reato punito dal codice penale.
E’ importante ricordare che il lavoro straordinario non puo’ essere fattore ordinario di programmazione, le prestazioni di lavoro straordinario hanno carattere eccezionale, devono rispondere ad effettive esigenze di servizio ed essere preventivamente autorizzate dal responsabile del servizio (art. 34 ccnl cit.).

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Domande e risposte:

D-Come deve essere impartito un ordine di servizio ?

R-Verbalmente in caso di urgenze ed emergenze, successivamente si deve pretendere che l’ordine sia reiterato per iscritto.
Il cambio turno dall’oggi per domani, invece, deve sempre essere impartito per iscritto a garanzia del lavoratore per 2 motivi: copertura in caso di infortunio in itinere, e giustificazione in caso di contestazione di assenza ingiustificata.

Caratteristiche dell’ordine di servizio

1) Deve essere redatto in forma scritta;
2) Deve essere tempestivo;
3) Deve essere impartito presso il luogo di lavoro;
4) Deve contenere la Motivazione;
5) Deve provenire dal responsabile del servizio (art.16 D.P.R. 3/1957);
6) Deve essere chiaro;
7) Deve indicare la data di emissione
8) Deve essere nominativo

D-Si puo’ disattendere un ordine di servizio ?

R-Quando comporta, per chi lo riceve, anche solo il rischio di commettere un reato penale. E’ poi possibile disattendere un ordine di servizio se vi siano motivazioni di carattere personale che impediscono al dipendente di ottemperarvi dando puntuale dimostrazione dell’impedimento:
1) Quelli collegati allo stato di necessità (art. 54 del C.P);
2) Quelli collegati alla forza maggiore (art. 45 del C.P) (es. rifiuto di rientrare in servizio in quanto in tale giorno affidato a se il figlio minore, senza alcuna possibilità di poterlo affidare a terzi e dovendo evitare il reato di abbandono di minore).

D-Quanti ordini di servizio si possono ricevere ?

R-Non esiste un numero minimo di ordini di servizio ma se ne può contestare l’abuso, anche in funzione della questione mobbing, attraverso l’art. 7 del “Comitato per Pari Opportunità” che prevede misure per favorire effettive parità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo professionale.
Per le pronte disponibilità il numero previsto è di 6 turni mensili.
Per lo straordinario il limite annuo per dipendente è di 180 ore (15 mensili).

D-Quale è il limite massimo dell’allungamento dell’orario di servizio?

R-L’orario massimo giornaliero è fissato dall’art.26 del CCNL 7/4/1999 in 12 h continuative. Se si turna su 8 ore, altre 4 ore in servizio. Il Dlgs 66/2003 stabilisce in 11 ore il riposo giornaliero continuativo, il che farebbe deporre per 13 ore di lavoro consecutive nelle 24 ore.

In Puglia nuove assunzioni per i Tecnici di Neurofisiopatologia

Il nuovo piano assunzioni sanità della regione Puglia prevederà l’assunzione di oltre 1.100 infermieri, circa 860 tra medici e veterinari, nello specifico farmacisti, 24 psicologi, biologi e poi 19 assistenti sociali, tecnico radiologo, tecnico prevenzione, assistente sanitario, educatore professionale, logopedista, ortottista, ostetrica, 35 fisioterapista, tecnico della riabilitazione psichiatrica, tecnico di neurofisiopatologia, tecnico di laboratorio medico, tecnico perfusionista, terapista neuro e dietista.
Erano già partite le procedure per assumere nelle Asl pugliesi, ora il Piano è stato sbloccato dal Ministero dell’Economia consentendoci di assumere, tra il 2014 e il 2015 altre 2563 unità“. Questo è quanto ha chiarito il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo, insieme all’Assessore alle Politiche per la Salute Donato Pentassuglia, alla conferenza stampa di presentazione del piano assunzionale 2014/2015 della Regione Puglia, in ragione delle deroghe ottenute.

Assunzioni in Puglia per i Tnfp

Tnfp lavoro e raccomandazioni una piaga da estirpare…

La raccomandazione è un’azione che favorisce un soggetto, nell’ambito di una procedura di valutazione o selezione, a prescindere dalle finalità apparenti della procedura, quella cioè di indicare i più meritevoli e capaci. Per essere tale, la raccomandazione deve coinvolgere un altro soggetto, detto sponsor, il quale esercita un’influenza sulla procedura di valutazione, indipendentemente dalle qualità del soggetto raccomandato. Le vicende più evidenti sono:

concorsi pubblici
procedure di selezione del personale
procedimenti di valutazione scolastica o di accesso a un corso di studi
esami universitari o di abilitazione professionale

Ma quali sono le tipologie di raccomandato ?

Esplicito – lo “sponsor” indirizza una semplice segnalazione a chi è coinvolto nella procedura di valutazione; es: “ti faccio il nome di….“.

Implicito – il soggetto valutato è legato allo “sponsor” da un rapporto di amicizia, parentela (nepotismo), appartenenza politica, esperienze pregresse, influenzando il processo di valutazione (nb. questa è una categoria molto pericolosa, in sede di valutazione il soggetto si presenta già con una sorta di aura che lo circonda rispetto ai comuni candidati…).

In Italia la raccomandazione viene anche detta “spintarella“, di cui quella a “scavalco” è la più lampante: i candidati vengono inseriti in una graduatoria, in quanto competono per l’accesso a opportunità di numero limitato (ad esempio l’assunzione in un ente ospedaliero). In questo caso, la raccomandazione, oltre a danneggiare il sistema sociale sfavorendo la selezione dei più meritevoli e capaci, danneggia direttamente i valutandi non raccomandati. Quando la raccomandazione ha buon esito e il canditato è insediato nel posto di lavoro da lui richiesto, può succedere che gli venga segnalato dall’ex “sponsor” un nuovo candidato da favorire, aprendo così una catena che è molto difficile interrompere, ma che finisce spesso per premiare candidati impreparati o inadatti a quella mansione a danno di altre persone che avrebbero i titoli e la preparazione ottimale per accedere, ma che si vedono esclusi a priori dall’accesso. La raccomandazione danneggia meritocrazia ed efficienza, che dovrebbero essere sempre alla base delle assunzioni, talvolta chi raccomanda, se in una posizione molto influente (si pensi ad esempio ad un Primario Ospedalierio) può addirittura indire un concorso o una serie di colloqui ad hoc per esaudire le necessità di un particolare candidato.
Purtroppo nel settore pubblico tra leggi errate, conflitti tra leggi regionali e statali, può essere molto difficile l’accesso al posto di lavoro da parte del candidato avente i requisiti necessari. I cavilli legali, la lunghezza delle pratiche da espletare, possono creare così una competizione al ribasso che spinga un dirigente poco onesto a risolvere i problemi occupazionali di un candidato particolare piuttosto che di un altro in possesso di titoli uguali o maggiori del favorito. In altri termini la pratica della raccomandazione oltre a sfavorire la meritocrazia e l’efficienza crea un danno morale ed esistenziale per chi invece ne è vittima. Per tutti questi aspetti, le raccomandazioni sono da considerare una vera e propria piaga sociale, incentivando l’inefficienza, gli sprechi e l’illegalità
nella pubblica amministrazione e contribuendo a diffondere un’atmosfera di sfiducia e scarsa propensione al lavoro e allo studio da parte dei giovani.
Questo “cancro” toglie così un posto di lavoro ad un altro giovane che sente propria quella professione e che la svolgerebbe con passione.
La raccomandazione è un furto di merito ma anche un furto di vita, perché i giovani che si vedono superare sono costretti a rimandare di anni la costruzione del loro futuro, perdono dignità e stima in se stessi, convincendosi di non valere nulla, quando invece è vero il contrario.
Viviamo in un paese di caste, rigido come nel medioevo, il trend delle raccomandazioni è in aumento, i posti di lavoro diminuiscono e quei pochi rischiano di andare ai più furbi, secondo la regola perversa che privilegia la qualità dell’appoggio alla professionalità.
Il rettore della Luiss Pier Luigi Celli, ha recentemente attaccato l’assenza di meritocrazia: «quando un ragazzo trova lavoro grazie alla famiglia, difficilmente è un fuoriclasse. E un mediocre che si siede alla sua scrivania, sapete che fa? Punta a quella del suo capo e si convince di poter fare carriera. Alla fine ci riesce. Che vantaggio sarebbe questo, per l’azienda? Nessuno, solo un danno». Danno per l’impresa e per il Paese, che diventa meno competitivo rispetto agli altri. «Ogni inserimento di soggetti non competenti toglie la possibilità di assumere persone qualificate e questo genera una spirale negativa», poi continua «quando ricevo una telefonata di raccomandazioni», ride Celli, «mi dico: un colloquio non si nega nessuno. Ma poi non lo assumo….».