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Il mercato dell’insonnia…

Proprio così, l’insonnia è una delle epidemie del Terzo Millennio, si calcola che 12 milioni di italiani, 30 milioni di europei e un americano su dieci soffrano di questo disturbo, per un giro d’affari che frutta 16 miliardi di dollari.
Non solo tisane, oli essenziali, omeopatia, lampade che simulano i tramonti, app e farmaci, ma anche ansiolitici e sedativi che vendono più del Viagra.
Il nuovo alleato contro l’insonnia, in tempi 2.0, è però lo smartphone, con la sua miriade di app dedicate.
Prima tra tutte Sleeprate (http://www.sleeprate.com), realizzata dal dipartimento di fisica medica dell’università di Tel Aviv, che non solo monitora il sonno tenendo in considerazione gli stessi parametri dei laboratori del sonno (sonno, battito cardiaco e respirazione) ma suggerisce anche un piano personalizzato per un buon riposo.
Sleep as Android (https://sites.google.com/site/sleepasandroid) invece, controlla il sonno e al mattino fa suonare una sveglia intelligente.
Relax & Sleep Well (http://www.relaxandsleepwell.com) è l’app firmata da Glenn Harrold, uno dei più famosi psicoterapeutici britannici esperti in ipnosi che promette di sgomberare la mente dall’ansia.
Pzizz Sleep (http://pzizz.com) combina, i suoni rilassanti con i toni binaurali e una programmazione neurolinguistica.

smartwatch

Per quanto riguarda lampade e lampadine che promettono sonni sereni con la cromoterapia ci sono le lampadine Definity Digital (https://definitydigital.com/bulb/id-GoodNight/Good_Night) che sfruttano le luci a led studiate per la Nasa e la Stazione Spaziale Internazionale per permettere agli astronauti di gestire in modo naturale il ritmo di sonno-veglia; Drift Light (http://drift-light.com) simula il tramonto a mezzanotte e la Luna subito dopo; Sleep Coach (http://www.gentlesleepcoach.com), è un piccolo proiettore che spara sul soffitto un fascio di luce blu a impulsi: per cadere tra le braccia di Morfeo basta sincronizzare il respiro.

Ostrich il cuscino contro l’insonnia

Si chiama Ostrich, il “cuscino struzzo” che permette di isolarsi completamente dal resto del mondo. Usarlo è molto facile, basta infilarle la testa completamente dentro al cuscino, ed eventualmente riscaldarsi anche le braccia inserendole nelle due aperture laterali presenti nel cuscino di struzzo, magari utilizzandole come imbottitura per poggiarsi su un ripiano ed isolarsi completamente da tutti, anche in posti affollati e chiassosi come in treno o sul posto di lavoro.
L’oggetto è stato inventato dallo studio di architettura Kawamura Ganjavian, con lo scopo di migliorare la qualità della vita sul posto di lavoro, infatti, isolando la mente ed il corpo anche solo per pochi minuti, le nostre forze si rigenerano e siamo pronti a tornare attivi e produttivi. Un investimento questo, seppur esteticamente possa sembrare banale, che offre un’alternativa a tutte le persone che soffrono d’insonnia, le quali spesso ricorrono a farmaci o tisane.

Ostrich il cuscino contro l'insonnia

Gli occhiali Re-timer

I ricercatori della University of Adelaide, in Australia del sud, hanno condotto anni di ricerche e sperimentazioni per capire quali sono i fattori che determinano la tipica spossatezza del viaggiatore di lunghe distanze, il quale effettuando molte ore di volo, si ritrova una volta atterrato con il fisico e la mente molto stanchi. In questi casi, il malessere generale è determinato da uno scompenso dell’orologio biologico che segue i ritmi del giorno e della notte, quindi luce e buio, affinchè il nostro metabolismo e le funzioni biologiche si adeguino alle diverse fasi.
I fotorecettori dei nostri occhi, percepiscono la luce solare e così mandano il segnale al cervello di essere svegli e attivi, regolando i nostri ritmi interni. Questo processo può essere sballato non solo dai viaggi verso paesi con un altro fuso orario, ma anche dal restare a lungo in casa, dal lavoro irregolare, o dalla minore luce solare durante i mesi invernali.
Questo fenomeno, può essere oggi corretto grazie a degli speciali occhiali conosciuti come Re-Timer, che emettono una luce verdina, lieve, negli occhi. Questa luce, spiegano i ricercatori, stimola direttamente quella parte del cervello deputata a connettersi con l’orologio biologico, regolandosi insieme, senza più creare disarmonie tra ciò che succede all’esterno e ciò che percepisce il corpo internamente. Dunque è un processo di allineamento fisico- biologico che ci consente di eliminare gli effetti negativi delle situazioni descritte in precedenza.
Viene quindi ristabilito l’orologio biologico, indossando questo speciale tipo di occhiale, per 3 giorni, 50 minuti al dì.
Si tratta di una scoperta importante, estendibile per la cura di insonnie croniche, stress generale di vita, ansietà, per le neo mamme che hanno ritmi davvero pesanti, o uomini d’affari che girando il mondo hanno bisogno ovunque siano, di riposare bene per lavorare bene.
Attualmente sono stati lanciati e hanno riscosso un grandissimo successo soprattutto in Giappone e alcuni paesi europei all’avanguardia ma si stima che nel giro di poco tempo arriveranno anche da noi.

Occhiali Re-timer

La quantità dei fusi nel sonno determina la resistenza del riposo

Il motivo per cui alcuni soggetti riescono a dormire in ambienti chiassosi, mentre altri si svegliano al minimo rumore sembra avere una risposta da una ricerca dell’Harvard Medical School (di Boston, USA) diretta dal dottor Jeffrey Ellenbogen e pubblicata su “Current Biology”. La diversa capacità di reggere l’inquinamento acustico è dovuta ai fusi del sonno, chiamati anche sleep spindes, questi sono treni di onde con frequenza di 12-16 Hz e della durata di 0,5-1,5 sec., che compaiono all’inizio dello stadio 2 del sonno e perdurano per tutta la durata del sonno non-REM.
Il cervello imposta la fase N-REM in maniera soggettiva: per questo, alcuni hanno una risposta più potente ed un sonno più rigido. A fare la differenza, la quantità di sleep spindes, prodotti dal talamo nello stadio 2 (la fase lieve) del sonno: maggiore la loro quantità, maggiore la capacità del cervello di inibire gli effetti negativi dei rumori.
Lo studio ha coinvolto 12 volontari sani monitorati per 3 notti mediante polisonnografia. La prima notte è passata senza rumore, mentre le due notti successive sono state ricche di suoni fastidiosi, come squilli di telefono o rumori di traffico. Il test ha mostrato come gli individui con più alti livelli di spindles erano meno propensi al risveglio. Tale scoperta influirà sui preparati farmacologici contro l’insonnia ed altri disturbi sonno-veglia.

L’uomo che non dorme mai

Thai Ngoc, 69 anni di Quang Nam, Vietnam, è 37 anni che non dorme diventando di conseguenza una sorta di “miracolo vivente” che merita lo studio da parte dell’ambiente scientifico.Il disturbo lo avrebbe colpito dopo una febbre una notte del 1973, malgrado questo si ritiene in buona forma, e può lavorare tranquillamente nella sua fattoria come qualunque altra persona del villaggio di Quang Nam.
Se consideriamo che il record di ore senza sonno stabilito da Tony wright è di 254 ore (circa 11 giorni), ed è stato ottenuto solo dopo una minuziosa preparazione, possiamo capire quanto sia incredibile il caso di Ngoc. Una persona normale, dopo qualche giorno di sonno perduto, inizia a delirare, in certi casi rasenta la follia. La privazione di sonno è una delle cose più massacranti che esistano, tant’è vero che viene utilizzata anche come tortura.
C’è un disordine chiamato Insonnia Familiare Fatale, la persona non è in grado di dormire, e la morte solitamente sopraggiunge nel giro di pochi mesi o pochi anni. Ma questo vietnamita di quasi 70 anni pare non abbia subito alcuna conseguenza dai quasi 40 di veglia ininterrotta. Non è mai stata diagnosticata in lui l’ Insonnia Familiare Fatale, e pare sia in perfetta forma.
Thai Ngoc è stato intervistato da diverse televisioni, ed un gruppo di reporter inglesi hanno cercato di indagare sulla questione. Per verificare quanto fosse effettivamente sveglio, dopo quattro giorni di riprese ininterrotte senza che Ngoc avesse dormito un solo minuto gli sono stati posti di fronte nove oggetti, che Ngoc avrebbe dovuto ricordare qualche ora dopo; Ngoc non ha avuto problemi nel ricordare la corretta sequenza.
Il vietnamita è stato quindi invitato a verificare il suo EEG e lo stato mentale al Policlinico di Danang, oltre che fornire un campione del proprio sangue per le analisi. Tutto normale, nessun problema nel sangue o nell’elettroencefalogramma.
Per ora solo qualche ipotesi: si va dai “micro-sonnellini” della durata di pochi minuti fino all’impossibilità da parte di Ngoc di distinguere lo stato di riposo dal sonno.