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Una nuova forma di controllo del computer attraverso il tono muscolare

Microsoft Research, starebbe sperimentando una nuova forma di controllo del computer che prevede l’utilizzo della muscolatura attraverso un’elettromiografia. In pratica tramite l’attività elettrica dei muscoli, registrata attraverso dei sensori, e trasmessa tramite dei segnali al personal computer è possibile impartire dei comandi personalizzati. L’utilizzo dell’Emg non è nuovo, infatti sono state effettuate delle sperimentazioni analoghe in ambito militare per il controllo di velivoli utilizzando dei segnali EMG.

Elettromiografia con ecografia migliora la diagnosi

elettromiografoCombinare due esami per migliorare la diagnosi dei pazienti con problemi neurologici. E’ il risultato cui è giunto Luca Padua, ricercatore dell’Università Cattolica di Roma, che si è conquistato la copertina di un recente numero di ‘Clinical Neurophysiology’ con un lavoro definito “rivoluzionario”. Nel suo studio, Padua ha ‘mixato’ elettromiografia ed ecografia, ottenendo una diagnosi più precisa ed efficace di un consistente campione di pazienti. Su molti di loro la combinazione delle due tecniche diagnostiche è stata importante per identificare cisti o tumori, che utilizzando solo l’elettromiografia non sarebbero stati identificati.”Il mio lavoro – spiega il neurologo della Cattolica – è un po’ come quello di un elettricista del corpo umano: faccio dei test per capire se i fili elettrici (cioè i nervi) funzionano come si deve e se si accendono correttamente le lampadine (cioè i muscoli a valle)”. I test cui Padua si riferisce vengono chiamati appunto elettromiografie, e consistono nell’introdurre degli elettrodi per studiare la conduzione nervosa, misurando l’attività elettrica di muscoli e nervi interessati da una particolare malattia (ad esempio la sindrome del tunnel carpale). “Grazie all’elettromiografia – aggiunge Padua – noi neurologi siamo in grado di determinare dov’è il danno, qual è la sua sede, e quale la sua entità”.La via tradizionale per formulare una diagnosi neurologica, dunque, è quella di studiare l’attività del nervo senza vederlo direttamente. Fino a quando a Padua e alla sua equipe non è venuto in mente che un modo per vedere il nervo c’è: l’ecografia, una tecnica a ultrasuoni spesso utilizzata dai radiologi. “Per quanto strano possa apparire – continua Padua – a quanto pare nessuno finora aveva pensato di associare i due strumenti diagnostici. Tanto più che per noi neurologi è più facile utilizzare un’ecografia per studiare i nervi: noi sappiamo dov’è il nervo, che di solito è molto piccolo e difficile da vedere per chi non lo fa di mestiere. Inoltre, dopo la visita, ipotizziamo quale possa essere la sede della lesione che poi identifichiamo grazie all’elettromiografia. L’ecografia ci dà in più la possibilità di vedere il nervo anche dinamicamente”. In sostanza, si tratta di una visione multiprospettica del nervo, che consente di studiarne sia la forma che la funzione. “Un po’ come aggiungere il suono a un film muto”. In questo modo, come riportato dai ricercatori della Cattolica nello studio che ha coinvolto 77 pazienti, in un quarto dei casi atipici (cioè non semplici) la combinazione di elettromiografia ed ecografia ha consentito di riorientare la diagnosi, rendendola più precisa ed efficace. “Per quanto ci risulta – scrivono i ricercatori nell’articolo – finora nessun altro studio ha mai valutato sistematicamente l’utilità di combinare l’elettromiografia e l’ecografia su un campione di pazienti con problemi nervosi”.