Music of the Brain per un buon riposo

Sarebbe sufficiente ascoltare un brano di musica, prima di andare a dormire, per avere una notte serena. Il punto è che non si tratterebbe della musica del proprio cantante o gruppo preferito, ma di una composizione creata dal proprio cervello sulla base di un processo computerizzato che partirebbe dai dati ottenuti dall’elettroencefalogramma (Eeg). Un medico russo Iakov Levin ha ideato un algoritmo in grado di convertire i segnali registrati dall’esame in musica. Ogni nota musicale corrisponderebbe, nello schema approntato dal neurologo russo, a una specifica azione terapeutica: il Do combatterebbe la depressione, il Re l’apatia, e favorisce inoltre l’eliminazione delle tossine, il Mi contrasta il mal di testa, il Fa agisce sulla stanchezza e le allergie, il Sol aiuta la concentrazione, il La calma i nervi e il Si è adatto ai disturbi nervosi e di origine ghiandolare. Per realizzare la propria armonia, il paziente dovrà prima compilare due questionari, uno sul sonno e l’altro sullo stato d’animo, e quindi sottoporsi all’elettroencefalogramma. A questo punto, i medici tradurranno le frequenze in note musicali. Lo “spartito” ottenuto secondo tale procedura viene eseguito al piano e riversato su Cd. Il paziente dovrà ascoltare il brano da lui creato, o meglio dal suo cervello, per un periodo di 2 o 3 settimane di seguito, prima di addormentarsi. Music of the Brain sarebbe in grado non solo di combattere l’insonnia, ma anche lo stress. Il vantaggio della musica prodotta dal proprio cervello sta inoltre nella totale mancanza di controindicazioni o effetti collaterali, a differenza dei farmaci utilizzati abitualmente per curare l’insonnia e gli stati di agitazione nervosa. Certamente, l’uso della musica come terapia non è nuovo, anzi risale a centinaia di anni fa, ma Music of the Brain introduce la novità della compartecipazione del paziente alla cura.

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