A Niguarda nasce la banca del cervello

niguardaUna banca del cervello per combattere il Parkinson e scoprire quali sono le cause che scatenano questa malattia. E´ nata a Milano ed è la prima a livello nazionale e promette di essere un “fiore all´occhiello” sul fronte della ricerca scientifica. Dopo New York, Londra, Parigi, Berlino e Vienna, anche a Milano i ricercatori potranno fare studi su piccoli campioni di tessuto cerebrale e cercare di sconfiggere una malattia che nella sola Lombardia colpisce più di 30mila pazienti. La “banca del cervello”, ospitata all´ospedale di Niguarda, è super tecnologica e non ha nulla a che vedere con immagini da film stile Frankenstein. I primi quattro campioni di tessuto nervoso dell´encefalo sono custoditi in piccoli blocchi di paraffina, congelati in speciali bidoni di azoto liquido. Entro fine anno i medici contano di avere almeno una ventina di campioni di cervello, con l´obbiettivo di arrivare a quota cento entro il 2010. «La creazione di questa banca è stata una vera impresa, ci abbiamo messo dieci anni anche perché abbiamo dovuto combattere molti pregiudizi e risolvere mille problemi burocratici. Ma alla fine ce l´abbiamo fatta», spiega il professor Gianni Pezzoli, il direttore del Centro per il Parkinson, presso il Cto degli Istituti clinici di perfezionamento, noto anche per essere il medico curante del cardinal Martini, che ha dichiarato pubblicamente di essere uno dei 220mila malati di Parkinson italiani. I partner di questa operazione sono tre. Il Niguarda che ospita la “banca del cervello”, presso il servizio di anatomia patologica diretto dal professor Marcello Gambacorta, gli Istituti clinici con il professor Pezzoli e la Fondazione Grigioni che ha fatto da sponsor sostenendo le spese.

Ma come funziona la “banca del cervello”? «Al Cto abbiamo il più importante centro Parkinson con un archivio elettronico di 14mila pazienti, con 1.200 nuovi casi all´anno e oltre 90mila famiglie iscritte all´associazione dei parkinsoniani – spiega il professor Pezzoli – a tutti loro invieremo una lettera informativa, con allegato un modulo di consenso che dovranno firmare per dire “sì” al prelievo dell´encefalo dopo la morte. Un documento, questo, redatto da un pool di avvocati, grazie al quale speriamo di recuperare il ritardo di decenni che l´Italia ha accumulato sul fronte della ricerca rispetto all´America». Ma per le donazioni, i medici non fanno solo appello ai malati. Infatti, si rivolgono anche ai pazienti sani. «Per progredire nella ricerca – sottolinea Pezzoli – dobbiamo poter mettere a confronto tessuti sani con quelli colpiti dal Parkinson. Per questo chiediamo la collaborazione di tutti». «Quando la gente sente parlare di donazione del cervello si intimorisce – spiega il professor Gambacorta, il direttore di anatomia patologia del Niguarda – ma noi preleviamo solo piccole sezioni di encefalo che, una volta protette nella paraffina, vengono poi conservate nell´azoto liquido. E lì possono stare anche dieci anni a disposizione della ricerca». I costi per i prelievi e le diagnosi di base saranno sostenuti dal Niguarda e dagli Icp, mentre tutto il resto sarà finanziato dalla Fondazione Grigioni. «Dopo il denaro e le case, si può lasciare in eredità alla scienza il proprio cervello – spiega Marisa Boati, la vicepresidente dell´Associazione dei parkinsoniani, autrice della lettera che sarà inviata alle famiglie – . Per aiutare la ricerca non serve solo il cervello dello scienziati. Può essere utile anche quello di una persona comune. Lasciarlo in eredità, equivale a diventare immortali».

Il Parkinson è una malattia che ha una lunga durata. La media è di 16 anni e per poter convivere con questa patologia debilitante occorre essere seguiti da medici specializzati, come quelli del Cto di Milano, capaci non solo di personalizzare la cura ma anche di insegnare ai pazienti un nuovo stile di vita. «La dieta, lo sport ma anche l´ascolto della musica possono aiutare i malati a fronteggiare la malattia – conferma il professor Pezzoli – ma per aiutare i pazienti sia sul fronte terapeutico che sociale, è stata elaborata la “guida blu” che risponde a tutti i quesiti relativi al Parkinson». Su questa malattia, in rapida espansione, domani si tiene un convegno che si chiuderà con un concerto per ricordare il cantautore Bruno Lauzi, morto di Parkinson lo scorso anno.

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