Lo stato vegetativo non è coma o morte cerebrale

Il Centro Nazionale Trapianti ha precisato che lo stato vegetativo persistente non e’ il coma o la morte cerebrale. “Il coma – spiega il Cnt in una nota – e’ una condizione clinica complessa, che deriva da un’alterazione del regolare funzionamento del cervello con compromissione dello stato di coscienza. Nel coma, anche nei casi piu’ gravi, le cellule cerebrali sono vive ed emettono un segnale elettrico rilevabile attraverso l’elettroencefalogramma o altre metodiche. Il coma comprende piu’ stadi di diversa gravita’, incluso lo stato vegetativo persistente, ma e’ comunque una situazione dinamica, che puo’ variare sia in senso regressivo, sia in senso progressivo. In questi casi, tuttavia, siamo in presenza di pazienti vivi, sui quali si deve attuare qualsiasi presidio terapeutico che sia in grado di curarli”. Diversamente, prosegue il Cnt, “nello stato vegetativo persistente, spesso confuso con la morte cerebrale, le cellule cerebrali sono vive e mandano segnali elettrici evidenziati in modo chiaro dall’elettroencefalogramma, mentre nella morte encefalica le cellule cerebrali sono morte, non mandano segnale elettrico e l’encefalogramma risulta piatto”. Queste caratteristiche si riverberano in diverse condizioni biologiche con precisi riscontri sul piano clinico: “Nello stato vegetativo persistente il paziente puo’ respirare in modo autonomo; mantiene una vitalita’ circolatoria, respiratoria e metabolica e un controllo sulle cosiddette funzioni vegetative (esempio temperatura corporea, pressione arteriosa, diuresi). Nella morte encefalica – continua il Cnt – il soggetto ha perso in modo irreversibile la capacita’ di respirare e tutte le funzioni encefaliche: non ha controllo sulle funzioni vegetative (non c’e’ piu’ controllo sui meccanismi che regolano la temperatura corporea e la pressione arteriosa)”.

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