Morte Cerebrale nuovo decreto legge !

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il testo del Decreto Ministeriale 11 aprile 2008, recante gli aggiornamenti sulle modalità di accertamento della morte cerebrale. Questa importante modifica taglierà di fatto gli infermieri professionali dall’esecuzione delle procedure di accertamento !!! Dal punto di vista strettamente formale e legale gli infermieri hanno 15 giorni di tempo per lasciare il posto libero. La pubblicazione sulla GU è del 12 giugno 2008, quindi….il 27 giugno è da considersi off limts. Di seguito lo stralcio della pubblicazione:

Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 136 del 12-6-2008 DECRETO 11 aprile 2008
Aggiornamento del decreto 22 agosto 1994, n. 582 relativo al: «Regolamento recante le modalita’ per l’accertamento e la certificazione di morte».

Allegato 1
MODALITA’ TECNICHE DI ESECUZIONE DELL’ELETTROENCEFALOGRAMMA

1) Parametri strumentali.
Nell’accertamento della condizione di cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo, in concomitanza con i parametri clinici riportati in art. 3, deve essere evidenziata l’assenza di attivita’ elettrica cerebrale definita come assenza di «attivita’ elettrica di origine cerebrale spontanea e provocata, di ampiezza superiore a 2 microVolts su qualsiasi regione del capo per una durata continuativa di 30 minuti».

2) Metodologia strumentale analogica.
La condizione di assenza di attivita’ elettrica cerebrale deve essere accertata con la seguente metodologia:
Utilizzazione di almeno 8 elettrodi posti simmetricamente sullo scalpo, secondo il Sistema 10-20 Internazionale, in modo da esplorare tutte le aree cerebrali (Fp2, C4, T4, O2, Fp1, C3, T3, O1).
Le derivazioni possono essere bipolari con distanza interelettrodica non inferiore a 10 cm e/o monopolari (con elettrodi di riferimento biauricolare). Le impedenze elettrodiche devono essere comprese fra 0.1 e 10 KOhms.
L’amplificazione deve essere di 2 microVolts/mm e la calibrazione con deflessione positiva o negativa di 5 mm per un segnale di 10 microVolts.
Nel corso della registrazione vanno utilizzate almeno due costanti di tempo (di 0.1 e 0.3 sec.).
Durante l’esame va ripetutamente valutata la reattivita’ nel tracciato elettroencefalografico a stimolazioni acustiche e dolorifiche.
La durata di ciascuna registrazione elettroencefalografica deve essere di almeno 30 minuti.
Le registrazioni elettroencefalografiche vanno effettuate su carta o su supporto digitale, al momento della determinazione della condizione di cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo e ripetute alla fine del periodo di osservazione.

3) Metodologia strumentale digitale.
Il segnale EEG, viene registrato con derivazione monopolare e puo’ essere contemporaneamente visualizzato con derivazioni bipolari o referenziali e con montaggi diversi da quello di acquisizione. Questo consente di superare il problema della distanza interelettrodica di 10 cm nei bambini e nei neonati qualora le dimensioni del capo lo ponessero, comunque il montaggio adottato per la valutazione deve rispettare la distanza interelettrodica.
L’elettrodo di riferimento puo’ essere biauricolare, oppure intermedio fra Fz e Cz (Fz’).
La modalita’ di registrazione digitale richiede una frequenza di campionamento non inferiore a 128 campioni al secondo e conversione analogico/digitale ad almeno 12 Bit, con la programmazione del segnale massimo in ingresso di 200 microVolts. Si consiglia l’uso di un Filtro Antialiasing analogico.
La visualizzazione del segnale sul monitor deve essere gestita da una Scheda Grafica con almeno 1024x 768 punti di definizione.
Nella modalita’ digitale l’acquisizione del segnale e’ a banda aperta, i filtri consigliati per la visione del segnale sono: HFF (High Frequency Filter): 70 Hz; LFF (Low Frequency Filter): 0.5 Hz.
Le registrazioni effettuate con modalita’ digitale devono essere archiviate su supporto inalterabile magnetico od ottico in duplice copia. L’elettroencefalografo deve avere la possibilita’ di convertire i files delle registrazioni in un formato tale da consentire la loro visualizzazione su ogni sistema elettroencefalografico o su personal computer. A differenza della modalita’ di registrazione analogica, per la registrazione digitale non si richiede la trascrizione dei tracciati su carta. E’ tuttavia raccomandato che l’elettroencefalografo permetta la stampa dei tracciati su supporto cartaceo (anche a fogli singoli) con una risoluzione di almeno 300 punti/inch.

4) Accorgimenti tecnici.
Poiche’ artefatti provenienti dall’ambiente di registrazione e/o dal paziente in esame possono essere responsabili di attivita’ ritmica, pseudoritmica o sporadica che si riflette su ogni elettrodo registrante posto sullo scalpo, occorre, su di un totale di non meno 8 canali di registrazione, dedicare: un canale di registrazione all’elettrocardiogramma, registrato con i seguenti parametri: filtri LFF: 0.1 Hz; HFF: 10-20 Hz e segnale massimo in ingresso di 3200 microVolts.
Un canale di registrazione dell’attivita’ bioelettrica derivata da regioni extracefaliche (es. sul dorso della mano), registrato con i seguenti parametri strumentali: filtri LFF: 0.5 Hz; HFF: 70 Hz e segnale massimo in ingresso di 400 microVolts
Qualora sia necessario e’ utile sospendere momentaneamente il funzionamento degli apparati di rianimazione e di monitorizzazione.
In caso siano presenti artefatti muscolari di grado tale che possano mascherare l’attivita’ cerebrale sottostante o di simularla, creando quindi problemi di interpretazione, si consiglia di ripetere la registrazione dopo somministrazione di farmaci ad attivita’ ultrabreve che bloccano la funzionalita’ della placca neuromuscolare.

5) Personale addetto.
L’esecuzione delle indagini elettroencefalografiche deve essere effettuata da tecnici di neurofisiopatologia sotto supervisione medica.

6) Osservazioni finali
Allorche’ la valutazione dell’assenza di attivita’ elettrica cerebrale sia inficiata da elementi artefattuali documentati ed ineliminabili si puo’ fare ricorso ad indagini di flusso ematico, secondo le linee guida per l’applicazione degli accertamenti del flusso ematico encefalico.
I potenziali evocati somatosensitivi ed acustici a breve latenza possono essere valutati in aggiunta alla metodologia succitata, secondo le raccomandazioni della Federazione Internazionale di Neurofisiologia Clinica (1999), tradotte e pubblicate dalla Societa’ Italiana di Neurofisiologia Clinica (2002). Essi possono essere eseguiti nella fase di diagnosi di morte, quale complemento dell’indagine elettroencefalografica, specie in presenza di fattori concomitanti di grado tale da interferire sul quadro clinico complessivo, ma non costituiscono una valutazione alternativa al rilievo del flusso ematico cerebrale.

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