La sindrome di Alice nel paese delle meraviglie

aliceNel 1952 C.W. Lippman pubblicò un articolo dal titolo “Certain hallucinations peculiar to migraine” in cui descriveva un raro fenomeno psichico di alterazione della percezione dell’immagine corporea, riscontrato in alcuni soggetti emicranici. Questi pazienti avevano la sensazione che il proprio corpo o parti di esso  divenissero più grandi o molto più piccoli. Nel 1955 J.Todd, nel descrivere a sua volta questo fenomeno, conosciuto oggi come micro o macrosomatognosia,  coniò l’espressione  “Sindrome di Alice nel paese delle meraviglie” per analogia con quanto era sperimentato dalla piccola protagonista del famoso romanzo. L’autore di Alice nel paese delle meraviglie è il reverendo Charles Dogson, che lo pubblicò con lo pseudonimo di Luiss Carroll. Nei suoi diari è stata trovata registrazione di ricorrenti attacchi di emicrania, anche se non vi si fa esplicito riferimento a un’ emicrania accompagnata da allucinazioni somatosensoriali. In un disegno però, fatto di suo pugno, l’autore illustra l’aura neurologica che precede la sua emicrania, ma nella forma di uno scotoma paracentrale negativo (un buco nero nel campo visivo) e non di una micro-macrosomatognosia.  E’ stato suggerito che l’esperienza di emicrania dell’autore possa aver dato origine alle sue descrizioni dei cambiamenti di Alice della forma del suo corpo, anche se altre condizioni possono dare origine al fenomeno, inclusa l’epilessia, l’encefalite, lesioni della massa cerebrale, schizofrenia e intossicazioni da droga.
Quest’ultima eventualità potrebbe essere particolarmente  rilevante per Alice dal momento che le sue esperienze di ingrandimento o rimpicciolimento del corpo avvengono dopo aver bevuto  una fiala e dopo aver mangiato un pezzo di torta! Dodgson aveva una balbuzie infantile e la parodia del suo difetto è affidata al personaggio di Dodo  (“Do-do-Dodgson”). Carroll inoltre, come Leonardo Da Vinci,  era uno scrittore speculare . Nel romanzo sono diversi gli utilizzi di questa abilità, si pensi alla poesia Jabberwocky che Alice può leggere solo riflessa in uno specchio. La scrittura speculare può essere associata con la balbuzie ed è molto comune nei mancini.Dodgson apparentemente scriveva con la mano destra, ma era stato originariamente mancino. Si ritiene che fosse ambidestro e asimmetrico (una spalla era più alta dell’altra, il suoi sorriso era leggermente obliquo e i suoi occhi non erano alla stessa altezza sul viso). Queste sue caratteristiche potrebbero aver contribuito a suscitare il suo interesse nei confronti dei riflessi allo specchio.
Nel 1999 G.D. Schott, in un articolo apparso su Lancet dal titolo “Mirror writing: Allen’s self observations, Lewis Carroll’s “looking glass” letters, and Leonardo da Vinci’s maps” notò che le lettere speculari di Carroll (alias Dodgson) erano scritte in stili differenti e differivano dal suo scritto normoverso, a differenza di quanto accadeva in Leonardo da Vinci i cui scritti speculari erano delle immagini fedelissime della sua scrittura normale. Da questa constatazione Schott arguì che le lettere speculari di Carrol non riflettevano una capacità innata, ma una pianificazione ad hoc orchestrata per divertire i bambini che corrispondevano con lui.  I meccanismi neurali della scrittura a specchio dunque, che includono la rappresentazione cerebrale bilaterale del linguaggio, erano evidentemente non presenti in Dodgson mentre in Leonardo sì.
La sindrome del Cappellaio Matto.
Le conseguenze dell’avvelenamento da mercurio inorganico includono: una neuropatia periferica sensomotoria, tremore, stomatiti, rash cutaneo e una sindrome neuropsichiatrica caratterizzata da timidezza, reclusione, facile rossore, irritabilità, rissosità e labilità dell’umore.I cappellai erano soggetti a tali problemi a causa dell’uso del mercurio nella manifattura dei cappelli ed era per questo motivo che esisteva l’espressione “matto come un cappellaio”.
Il cappellaio matto di Dodgson potrebbe essere la vittima di un’esposizione neurotossica al mercurio, anche se nel romanzo il personaggio non mostra nessuno degli elementi tipici dell’avvelenamento da metallo pesante. L’illustrazione originale fa assomigliare il Cappellaio Matto  a tale Theophilus Carter, rivenditore di mobili vicino a Oxford conosciuto nella località come Cappellaio Matto a causa del suo vezzo di indossare cappelli e per la manifesta eccentricità delle sue idee.
Humpty Dumpty e la prosopagnosia.
Humpty Dumpty, è il personaggio di Carroll ricordato soprattutto per la sua famosa definizione del significato delle parole (“esse significano solo ciò che io scelgo che significhino”) e per aver coniato il termine, di uso comune in lingua inglese,  “portmanteau” ( in italiano “parola macedonia”).Quando Humpty Dumpty sta per salutare Alice dice una frase sospetta. Afferma che potrebbe non essere capace di riconoscere Alice se si incontrassero un’altra volta…
La diagnosi di prosopagnosia sembrerebbe in questo caso autoevidente: Humpty Dumpty soffre di quella rara forma di agnosia visiva caratterizzata dall’incapacità di riconoscere volti familiari. Sfortunatamente però l’ipotesi non può essere verificata empiricamente perché Humpty soffre dei postumi di un trauma cranico  determinato dalla caduta dal muro e la diagnosi differenziale è più complessa!
Molte altre sono le domande di interesse psicopatologico che possiamo porci: la piscina di lacrime è una conseguenza di un pianto patologico? Al party del tè pazzo, il ghiro soffre di eccessiva sonnolenza diurna e, se è così, ci sono delle cause neurologiche sottese? La Duchessa Brutta ha una sindrome dismorfica? Le Regine rossa e bianca russano mentre dormono: potrebbero avere una sindrome da apnea ostruttiva notturna? L’affermazione della regina Bianca “Non posso fare la sottrazione in nessun caso” riflette un’acalculia selettiva?

Fonte: Psicocafe.blogosfere.it su licenza C.C.

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