L’inquilino dentro un libro sul morbo di Parkinson

Nel libro “L’inquilino dentro” si parla di una delle più frequenti malattie neurologiche caratterizzata da disturbi del movimento e che colpisce generalmente in Italia circa 250.000 persone la cui età media di insorgenza è di 50-55 anni. Quando si parla di Parkinson l’associazione con il tremore è quasi diretta, ma in realtà queta malattia neurologica presenta sintomi ancora più importanti del tremore, assente nel 20% dei malati. Causa di tale patologia è una degenerazione di particolari cellule nervose (neuroni dopaminergici della sostanza nigra) siti nel tronco dell’encefalo, l’attività di questi neuroni, connessi con altri centri celebrali (gangli basali), è di produrre la dopamina, un neurotrasmettitore che intermedia la comunicazione tra le cellule nervose. Quando si presenta la malattia, la dopamina viene a mancare e si crea uno squilibrio tra i centri nervosi che controllano i movimenti automatici.

Un inquilino dentro ce lo portiamo tutti. A prima vista potrebbe sembrare che in queste pagine si parli solo di Parkinson, ma a ben guardare la malattia viene delineata con contorni sfumati. Questo personaggio che ha occupato abusivamente un appartamento potrebbe essere chiunque e qualsiasi cosa: una persona che ci dà fastidio, un problema che si è impadronito di noi e ci fa vivere sotto dettatura. Il signor P. è il Parkinson, ma è anche la Precarietà, i Problemi di ogni giorno, le Pene d’amore, come dicevano i nostri nonni. Ma pure il signor P., come tutti i signori P., ha una sua funzione ben precisa. Capire qual è rappresenta il primo passo per sbarazzarsi di lui una volta per tutte. E per riuscirci ci sono due strade: riderci su (o almeno provarci) e raccontare. Così, quello che sembra una perdita, rischia di apparirci una ricchezza.

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