Contro le disfunzioni cerebrali in arrivo gli ultrasuoni

Una nuova tecnica di stimolazione del cervello basta su ultrasuoni consente di diagnosticare e trattare in modo non invasivo alcune disfunzioni cerebrali. La tecnica è stata sviluppata da ricercatori della Arizona State University diretti da William “Jamie” Tyler, che la descrivono in una articolo pubblicato sulla rivista Neuron.
Epilessia, Parkinson, dolore cronico, distonia, depressione, psicosi e anche casi di coma sono a volte trattati con tecniche come la stimolazione magnetica transcranica, o la terapia elettroconvulsivante, ma soffrono di una intrinseca debolezza: la scarsa risoluzione spaziale permessa da questi strumenti, mentre l’impianto di elettrodi ha l’inconveniente di essere una procedura chirurgica invasiva. La nuova metodica, finora sperimentata sul modello animale, permette di “stimolare risposte motorie confrontabili con quelle finora ottenibili solamente con l’impianto di elettrodi”, ma senza essere così invasiva. Nel corso degli esperimenti, i ricercatori hanno anche scoperto che gli ultrasuoni usati per stimolare aree sottocorticali più profonde possono modificare le capacità cognitive (ad esempio nell’ippocampo per i ricordi).

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