NeuroProbes è stato messo a punto grazie ad un gruppo di ricercatori europei, è un innovativo sistema di sonde cerebrali che può “sentire” e stimolare elettricamente e chimicamente singole cellule cerebrali, aprendo così le porte a nuovi programmi di ricerca per comprendere meglio malattie neurologiche, disturbi mentali, e per studiare il normale funzionamento del cervello. Un esempio di ricaduta nell’ambito immediatamente applicativo è la diagnosi pre-operatoria: “Sonde analoghe sono per esempio usate da decenni per identificare i foci di lesioni epilettiche. Identificando con precisione da dove ha origine la crisi si può rimuovere solo quel tessuto. E ciò significa un intervento meno invasivo e più sicuro”, spiega Hercules Pereire Neves, della società di nanotecnologie belga Imec e coordinatore del progetto.
Un altro esempio di applicazione è quello nell’ambito degli impianti cocleari, apparecchiature che già oggi hanno modificato significativamente la qualità della vita di migliaia di persone. Questi impianti funzionano tuttavia solo se le strutture nervose sono intatte, una situazione per la quale le conoscenze sono tanto minori quanto più il danno si situa in prossimità della corteccia. Secondo i ricercatori NeuroProbes potrebbe contribuire enormemente a chiarire i processi che avvengono in prossimità della corteccia e forse anche rendere possibile in prospettiva una sua stimolazione diretta.
NeuroProbes si pone anche come strumento di approfondimento di moltissime ricerche, per esempio quelle sui neuroni specchio scoperti da Giacomo Rizzolatti dell’Università di Parma, che è anche uno dei responsabili scientifici dello sviluppo di questo innovativo sistema. I neuroni specchio si attivano quando una persona agisce effettivamente, per esempio afferrando un oggetto, ma anche se essa sta osservando qualcuno che sta compiendo quell’azione, o se la sta immaginando. Il fatto di disporre di sensori e attuatori tanto elettrici quanto chimici potrà inoltre facilitare lo studio dei processi in atto in molte altre situazioni patologiche, da quelli relativi alla dipendenza da droghe, al disturbo ossessivo compulsivo, fino alla schizofrenia.

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