Al via il Master Biennale di secondo livello di Epilessia

La Sezione di Clinica Neurologica dell’Università di Ferrara ha organizzato la quarta edizione del Master Biennale di secondo livello di Epilessia in collaborazione con le Università di Torino, Milano, Verona e Firenze, con l’Istituto Nazionale Neurologico IRCCS “Carlo Besta” di Milano e con l’International School of Neurology dell’International Venice University.
Direttore del master è il prof. Enrico Granieri coadiuvato dal prof. Giuliano Avanzini, primario emerito dell’Istituto Besta e epilettologo di chiara fama.
Il Master di Epilettologia è rivolto a 20-40 specialisti neurologi e neuropediatri infantili e a giovani specializzandi e dottorandi italiani con lo scopo di fornire strumenti utili per una gestione ottimale del paziente, attraverso corsi di lezione formale, lavori di gruppo e individuali, discussione di casi clinici, valutazioni clinica e diagnostica, scelta del trattamento più efficace, scambi di esperienze cliniche, partecipazione attiva e assidua a tirocinio pratico presso le sedi più qualificate di epilettologia del territorio nazionale, riconosciute dal comitato didattico coordinatore del Master stesso. Obiettivo finale è indirizzare alla specializzazione in epilettologia professionisti già inseriti nel mondo delle neuroscienze cliniche per garantire una gestione più completa e articolata del paziente epilettico sia in età infanto-adolescenziale che in età adulta.
Il corpo docente è costituito da 60 tra professori e tutors di riconosciuta competenza nel settore specialistico di epilettologia articolato nelle varie e specifiche competenze.

Per programmi e tutte le informazioni:
http://www.unife.it/formazione-postlaurea/master-perfezionamento-formazione/2014-15/master/epilettologia/epilettologia

ferrara

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Al San Matteo di Pavia donato un elettroencefalografo alla Rianimazione

Grazie alla generosità della famiglia di un paziente in cura da diversi anni presso la struttura, la Rianimazione 2 del San Matteo di Pavia ha ricevuto un elettroencefalografo di ultima generazione che consente il monitoraggio del cervello per 24 ore e l’invio dei dati in tempo reale per poter intervenire in tempo in caso di crisi epilettiche gravi.
«Volevamo dimostrare la nostra gratitudine: Giorgio Iotti, Mirko Belliato, la caposala Antonella Sacchi, tutti i medici e infermieri della Rianimazione 2 hanno fatto tanto umanamente e professionalmente per aiutare Luigi, perché potesse vivere, mi hanno insegnato tutto quello che so per poter aiutare Luigi a casa. E siamo talmente grati e affezionati che volevamo dimostrarlo», spiega Maria Teresa Cuneo, che col marito Franco ha organizzato una cena alla quale hanno partecipato una ventina tra imprenditori pavesi e singoli cittadini, per la raccolta dei soldi necessari all’acquisto dell’apparecchiatura che vale circa 12mila euro.

sanmatteopavia

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Aggiornamento in tema di Albi e Ordini

Riceviamo e diffondiamo le ultime novità in tema di Ordini e Albi Professionali ringraziando il Dr.Angelo Mastrillo per la comunicazione.

albi2015

Carissimi,
in risposta alle richieste di informazioni che mi arrivano e pensando di fare cosa utile e gradita, segnalo anche a voi le novità sull’argomento di Albi e Ordini.
La tematica è stata trattata sulla prima pagina del Sole 24 Ore Sanità di questa settimana, di cui allego l’articolo integrale su pagg. 1, 18 e 19, oltre all’evidenza sul sito della medesima testata: http://www.sanita.ilsole24ore.com/?refresh_ce
http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2015-04-02/esclusiva-professioni-sanitarie-quella-175420.php?uuid=Abz7a9bL
Nelle stesse pagine del servizio viene affontato anche l’argomento della Programmazione posti per l’AA 2015-16 per tutte le 22 Professioni Sanitarie.
http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/lavoro-e-professione/2015-04-01/esclusiva-professioni-sanitarie-fabbisogno-123715.php?uuid=Ab00nKbL
Cari saluti
Angelo Mastrillo
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Il prestigioso Charcot Award al professor Giancarlo Comi

Lo Charcot Award 2015 è stato conferito al professor Giancarlo Comi, primo italiano ad esserne insignito, come uno dei maggiori esperti internazionali di Sclerosi Multipla, Professore Ordinario di Neurologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e Direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Il professor Comi ha partecipato allo sviluppo della maggior parte dei trattamenti sulla SM attualmente in uso, basti pensare al contributo nel sottolineare le potenzialità neuroprotettive delle terapie cellulari e della neuromodulazione per potenziare i processi di recupero, oppure al trapianto autologo, promuovendone le linee guida.
Il professor Alan Thompson, presidente del Comitato Medico e Scientifico internazionale (IMSB) della Federazione Internazionale SM, ha dichiarato: “Giancarlo Comi è un vero e proprio pioniere nel trattamento della SM. È stato profondamente coinvolto nello sviluppo di trial clinici e da molti decenni contribuisce in modo fondamentale nel campo terapeutico“, mentre il professor Xavier Montalban, membro del consiglio esecutivo dell’IMSB, ha affermato: “Il professor Comi è un medico scrupoloso ed esperto e ha una visione chiara del futuro. Ha costruito un grande team per la SM all’IRCCS Ospedale San Raffaele e ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo del concetto di trattamento precoce, che ora è riconosciuto e applicato in tutto il mondo”.
Nato a Parigi nel 1825, Jean Martin Charcot è considerato il fondatore della neurologia moderna. Nel 1868, quando era professore di Neurologia all’Università di Parigi, descrisse per primo la sclerosi multipla e la sua definizione clinico-patologica è tutt’ora in uso. Lo Charcot Award intende premiare ogni due anni una carriera dedicata alle ricerche sulla natura della malattia e il suo trattamento.

Giancarlo Comi

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Al San Martino di Genova il nuovo Centro del Sonno ed Epilessia

La nuova sede si trova all’Ospedale San Martino di Genova, nel padiglione specialità dell’Irccs San Martino-Ist (2° piano) ed è stato intitolato a Franco Ferillo neurologo, pioniere della ricerca sul sonno e scienziato di fama internazionale. Il centro è uno dei pochi in Italia a essere riconosciuto dalla Lice (Lega italiana contro l’epilessia), ed è l’unico in Liguria per i pz adulti. Si occupa della diagnosi e cura e dello studio pre-chirurgico per pazienti farmaco resistenti. “Gli ambulatori, prima dispersi, sono stati organizzati e coordinati – ha spiegato l’assessore Montaldo – e il personale medico, tecnico e infermieristico coinvolto, lavora come una vera squadra nell’interesse del singolo paziente, un team multidisciplinare che comprende le strutture di pneumologia, otorinolaringoiatria, odontostomatologia e chirurgia maxillo facciale, neurologia e fisiopatologia, chirurgia dell’obesità, endocrinologia, dietetica, il centro disturbi alimentari, la clinica cardiologica e quella diabetologica, la radiologia e l’anestesiologia”. L’epilessia è una patologia direttamente collegata ai problemi del sonno, da qui l’importanza di un unico centro. “Nel giugno 2015 – aggiunge Montaldo – Genova ospiterà il congresso nazionale della Lega italiana contro l’epilessia“.

Ospedale San Martino

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L’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar centro di eccellenza del sonno

Nella sede dell’ospedale è stato recentemente presentato “InFormaSonno”, associazione nazionale sulle malattie del sonno, e primo portale web italiano (www.informasonno.it) che divulga informazioni e nozioni, promuove gruppi di ricerca, tavole rotonde, attività di formazione. Associazione e portale nascono da una costola del Centro di medicina del sonno dell’ospedale negrarese, seguito dal dottor Gianluca Rossato nell’ambito della Neurologia diretta dal dottor Claudio Bianconi. «Le malattie del sonno bisogna riconoscerle e curarle» è l’invito di Bianconi e Rossato «perchè possono avere pesanti ripercussioni su salute, qualità della vita e sicurezza».
Il Centro di medicina del sonno a Negrar, nell’ultimo anno, ha effettuato 1.200 visite e oltre 700 polisonnografie, la registrazione simultanea di più parametri fisiologici durante il sonno.
Chi ha qualche sospetto sull’effettiva qualità del suo sonno, intanto, può farsi un giro in internet, nel nuovo portale di «InFormaSonno» dove ci sono anche dei test su base scientifiche per misurare la qualità del proprio sonno.

Informasonno

Davide Tonon e Gianluca Rossato, presidente Informasonno

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Il sonno nello spazio, il Weareble Monitoring

Come funzioni il sonno in una stazione spaziale è una domanda alla quale sta cercando di dare una risposta dalla Stazione spaziale internazionale l’astronauta italiana dell’Esa e capitano pilota dell’Aeronautica militare Samantha Cristoforetti, con l’esperimento Weareble monitoring. Lo studio riguarda i meccanismi fisiologici del sonno in microgravità, per questo Samantha ha svolto con successo le prime tre registrazioni notturne previste e proposte dalla Fondazione Don Gnocchi in collaborazione con l’Istituto Auxologico Italiano.
I dati sono rilevati e raccolti attraverso un sistema indossabile, il MagIC-Space, sviluppato nel Laboratorio dei Sensori Indossabili e Telemedicina di Milano della Fondazione Don Gnocchi. Il team di sviluppo è costituito dagli ingegneri Francesco Rizzo, Paolo Meriggi e Prospero Lombardi, sotto la guida dell’ingegner Marco Di Rienzo (Principal investigator del progetto).
Conoscere i meccanismi fisiologici del sonno in microgravità è molto importante: durante le missioni spaziali, infatti, la qualità del sonno è normalmente ridotta e questo può portare a una diminuzione dell’attenzione e della vigilanza durante le attività in veglia degli astronauti. I fattori responsabili di questo fenomeno sono in gran parte ancora da studiare. Il progetto si propone in particolare di chiarire l’andamento nel sonno dell’attività elettrica e meccanica del cuore, dei livelli di attivazione del sistema nervoso autonomo, della respirazione e della temperatura.
MagIC-Space è composto da una maglietta contenente sensori tessili per la rilevazione dell’elettrocardiogramma e del respiro, un’unità di monitoraggio per la raccolta dei dati e la misura delle vibrazioni cardiache (da cui vengono estratti gli indici di meccanica cardiaca), un termometro per la misura della temperatura cutanea e un pacco batterie per l’alimentazione del dispositivo. Il sistema è stato progettato in modo da integrare gran parte dei sensori e dei fili all’interno della maglietta.
Sono previste sei registrazioni notturne nell’arco dei sei mesi di permanenza di Samantha Cristoforetti nello Spazio, le registrazioni vengono poi analizzate alla Fondazione Don Gnocchi dagli ingegneri Emanuele Vaini, Prospero Lombardi e Paolo Castiglioni. La raccolta dei dati a terra e l’interpretazione biologica dei risultati sono svolte in collaborazione con il team di cardiologi dell’Istituto Auxologico Italiano – dottoresse Carolina Lombardi, Giovanna Branzi e Valeria Rella – sotto il coordinamento del professor Gianfranco Parati, docente di Medicina Cardiovascolare dell’Università di Milano Bicocca.

smanthacristofoletti

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Spiegato il déjà-vu

La ricerca, pubblicata sulla rivista Cortex, ha visto coinvolti i ricercatori dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro, in collaborazione con l’Istituto di neurologia dell’Università Magna Graecia, ha confrontato per la prima volta al mondo il cervello delle persone più colpite da déjà-vu, sia pazienti neurologici affetti da epilessia sia soggetti sani.
I pazienti epilettici sono il modello patologico più noto nella letteratura in quanto le manifestazioni di déjà-vu che presentano sono manifestazioni epilettiche vere e proprie.
Anche l’80% della popolazione sana presenta questo fenomeno che consiste nell’erronea sensazione di aver già visto un’immagine o vissuto un avvenimento o una situazione.
Finora non era mai stata trovata una spiegazione plausibile sulle sue cause, anche perché si è sempre studiato il déjà-vu in condizioni di normalità, senza mai considerare la condizione patologica.
«L’obiettivo di questa ricerca era di scoprire se esiste una base anatomo-fisiologica comune nella genesi del déjà-vu tra soggetti sani e pazienti, che possa spiegare le basi di un fenomeno psichico che, in alcune circostanze, diventa patologico», afferma Angelo Labate, neurologo associato dell’Ibfm-Cnr e docente presso l’Università `Magna Graecia´. «Lo studio ha evidenziato che sia i soggetti malati, sia le persone sane interessate da déjà-vu, presentano anomalie a livello morfologico, che coinvolgono però aree cerebrali diverse».
«I pazienti affetti da epilessia – prosegue l’esperto – evidenziano anomalie localizzate nella corteccia visiva e nell’ippocampo, cioè nelle aree cerebrali deputate al riconoscimento visivo e alla memorizzazione a lungo termine. Questa scoperta dimostrerebbe che la sensazione di déjà-vu, riportata dai pazienti durante un episodio epilettico, è un sintomo organico di una memoria reale, anche se falsa».
Diversamente, i soggetti sani che vivono questa esperienza «presentano piccole variazioni anatomiche in un’area cerebrale (corteccia insulare) che ha il compito di convogliare tutte le informazioni sensoriali all’interno del sistema limbico/emotivo – aggiunge Cerasa – tale modifica parrebbe dimostrare che nel soggetto sano l’esperienza del déjà-vu è in realtà un fenomeno di alterata sensorialità dello stimolo percepito, più che un ricordo alterato: noi pensiamo di aver già visto quel posto, ma in realtà è la sensazione che abbiamo provato nel vederlo che ci richiama uno stimolo mnestico precedentemente associato».

Il Dr. Angelo Labate

Il Dr. Angelo Labate

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Importante novità sull’epilessia farmacoresistente

Si tratta di uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista “BBA Molecular Basis of Disease”, frutto della collaborazione fra l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, l’Università di Siena e l’Università di Ferrara, in cui si è dimostrato come un’eccessiva produzione di specie radicaliche, cioè uno sbilanciamento dell’equilibrio ossido-riduttivo osservato nelle biopsie di tessuto cerebrale di pazienti epilettici, possa causare un danno ossidativo a livello di un’importante proteina-canale, l’acquaporina 4, coinvolta negli scambi di acqua e ioni nelle cellule del sistema nervoso. Agire su queste proteine, quindi, potrebbe aprire nuovi scenari terapeutici.
Lo studio è stato portato avanti grazie alla collaborazione tra il Centro Epilessia del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Neurosensoriali dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, diretto dal professor Alessandro Rossi, di cui fanno parte il professor Aldo Mariottini e i dottori Giampaolo Vatti e Raffaele Rocchi; il gruppo ferrarese, di cui fanno parte i professori Giuseppe Valacchi e Franco Cervellati; quello dell’Università di Siena composto dalle professoresse Clelia Miracco, Lucia Ciccoli; l’èquipe di Neuropsichiatria Infantile dell’AOU Senese, diretta dal dottor Joussef Hayek con il dottor Roberto Canitano e i ricercatori Alessandra Pecorelli, Giuseppe Belmonte e il neurochirurgo Francesca Natrella.

Alcuni dei ricercatori che hanno partecipato allo studio. Da sinistra: Giuseppe Valacchi, Joussef Hayek, Aldo Mariottini, Alessandra Pecorelli

Alcuni dei ricercatori che hanno partecipato allo studio. Da sinistra: Giuseppe Valacchi, Joussef Hayek, Aldo Mariottini, Alessandra Pecorelli

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Il mercato dell’insonnia…

Proprio così, l’insonnia è una delle epidemie del Terzo Millennio, si calcola che 12 milioni di italiani, 30 milioni di europei e un americano su dieci soffrano di questo disturbo, per un giro d’affari che frutta 16 miliardi di dollari.
Non solo tisane, oli essenziali, omeopatia, lampade che simulano i tramonti, app e farmaci, ma anche ansiolitici e sedativi che vendono più del Viagra.
Il nuovo alleato contro l’insonnia, in tempi 2.0, è però lo smartphone, con la sua miriade di app dedicate.
Prima tra tutte Sleeprate (http://www.sleeprate.com), realizzata dal dipartimento di fisica medica dell’università di Tel Aviv, che non solo monitora il sonno tenendo in considerazione gli stessi parametri dei laboratori del sonno (sonno, battito cardiaco e respirazione) ma suggerisce anche un piano personalizzato per un buon riposo.
Sleep as Android (https://sites.google.com/site/sleepasandroid) invece, controlla il sonno e al mattino fa suonare una sveglia intelligente.
Relax & Sleep Well (http://www.relaxandsleepwell.com) è l’app firmata da Glenn Harrold, uno dei più famosi psicoterapeutici britannici esperti in ipnosi che promette di sgomberare la mente dall’ansia.
Pzizz Sleep (http://pzizz.com) combina, i suoni rilassanti con i toni binaurali e una programmazione neurolinguistica.

smartwatch

Per quanto riguarda lampade e lampadine che promettono sonni sereni con la cromoterapia ci sono le lampadine Definity Digital (https://definitydigital.com/bulb/id-GoodNight/Good_Night) che sfruttano le luci a led studiate per la Nasa e la Stazione Spaziale Internazionale per permettere agli astronauti di gestire in modo naturale il ritmo di sonno-veglia; Drift Light (http://drift-light.com) simula il tramonto a mezzanotte e la Luna subito dopo; Sleep Coach (http://www.gentlesleepcoach.com), è un piccolo proiettore che spara sul soffitto un fascio di luce blu a impulsi: per cadere tra le braccia di Morfeo basta sincronizzare il respiro.

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